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Il Monastero
del Rul giace su un poggio ben visibile dal belvedere di Albugnano
in direzione Nord-Ovest, esattamente sulla direttrice del Monte Rosa.
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La cascina
è un edificio antico e ristrutturato con cura conservativa, accatastato
ad Asti alla fine del 1600, e certamente fondato su edificazioni preesistenti
e ancora visibili. La stessa toponomastica è curiosamente incerta quanto evocativa. Rul, la mitica quercia sacra ai Druidi e a Giove, nome popolare da sempre del luogo, ove peraltro l'insediamento sorge al limite di un bosco di querce e carpini. Indicata anche come Ruffo o Rufo: tipici nomi romani che rimandano probabilmente ad un antico colono Rufus, che come Albonius venne a colonizzare queste terre a Sud del Po all'epoca d'Augusto. |
| Va ricordato
infatti come tutta la zona fu luogo di intensa colonizzazione nel I Secolo
d.C. con colonie di diritto latino insediate tra Hasta (Asti) e Augusta
Taurinorum (Torino), sulla via di Augusta Pretoria (Aosta) per romanizzare
terre su cui i Gallo-Celti avevano dominato per secoli e secoli. Poco lontano sulle rive del Po costruirono quasi a premonizione di ciò che sarebbe accaduto diciannove secoli dopo a Torino, la famosa "Industria" oggi Monteu da Po, sede di fonderie romane e dell'industria manufatturiera del ferro per tutta l'area pedemontana romana. |
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Forse Rufus
come Albonius importò in questa terra dal Lazio e dalla Campania Felix
la mediterranea vite (che vi rimase fino ad ora) e l'italicissimo ulivo
che, guarda caso, proprio soltanto qui è sopravvissuto in Piemonte dall'epoca
romana grazie ad un particolarissimo microclima con inverni miti, quasi
di tipo ligure-mediterraneo. |